Modello Teorico

Clinica e ricerca

un'integrazione necessaria

Il metodo di formazione alla psicoterapia dell’IIPP utilizza pertanto teorie di riferimento di tipo integrato mente-corpo-relazione, che derivano dall’insieme delle riflessioni teoriche, dai contributi scientifici e dai più recenti dati di ricerca in psicoterapia psicodinamica. Il modello dell’IIPP si arricchisce infatti dell’aggiornamento permanente che deriva dal confronto sempre più inderogabile tra ricerca e clinica, confronto attraverso cui è possibile continuare a incrementare una formazione di competenze professionali condivisibili, valide sul piano metodologico e scientificamente fondate, a favore di forme di trattamento obiettivamente efficaci e orientate in senso etico al benessere del paziente.

Il modello si fonda pertanto sulle evidenze scientifiche che emergono dalle elaborazioni teoriche, cliniche ed empiriche in psicoterapia sviluppatesi nell’ambito delle neuroscienze dello sviluppo emotivo, della psicobiologia dell’attaccamento sicuro/insicuro e dei correlati biologici del trauma complesso. (Schore, 2003a/b; Porges, 2011; Panksepp, Biven, 2012).

i filoni teorici costitutivi del modello sono:

- la psicoanalisi freudiana e post-freudiana
- la psicoanalisi delle Relazioni Oggettuali
- la teoria dell’attaccamento e del trauma evolutivo
- la teoria psicosomatica psicoanalitica aggiornata con i contributi delle neuroscienze affettive
- la psicoanalisi relazionale
- la ricerca empirica in psicoterapia

Queste prospettive hanno messo in luce come l’insorgenza dei disturbi clinici sia la conseguenza di esperienze relazionali disfunzionali sperimentate nelle prime fasi evolutive e successivamente nel corso della vita, caratterizzate da memorie traumatiche non elaborate, che non hanno consentito l’integrazione dell’identità compresa l’identità corporea, e quindi, di una efficace capacità simbolica e riflessiva al servizio della realizzazione individuale e sociale.

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trauma evolutivo

trauma evolutivo e stati dissociativi

Sulla base di questo contesto teorico-clinico, il modello dell’IIPP valorizza in particolar modo lo studio e l'intervento sui meccanismi dissociativi unitamente al costrutto di trauma evolutivo (developmental trauma). Queste prospettive hanno messo in luce come l’insorgenza dei disturbi clinici sia la conseguenza di esperienze relazionali disfunzionali sperimentate nelle prime fasi evolutive e successivamente nel corso della vita, caratterizzate da memorie traumatiche non elaborate, che non hanno consentito l’integrazione dell’identità compresa l’identità corporea, e quindi, di una efficace capacità simbolica e riflessiva al servizio della realizzazione individuale e sociale.

L'importanza della dimensione relazionale

Al clinico in formazione si richiede pertanto di acquisire un’attitudine alla sintonizzazione terapeutica per valutare i fattori personali, evolutivi, relazionali, oggettivi e sociali che determinano la sofferenza attuale del paziente, anche in una prospettiva psico-somatica, che comprende la sua esperienza corporea. Questa attitudine terapeutica permette allo specializzando di comprendere come le memorie traumatiche del paziente e i conflitti inconsci che ne derivano intervengono nella relazione clinica, condizionando i comportamenti e le reazioni emotive nel setting della coppia analitica. (McDougall, 1989; Chasseguet-Smirgel, 2003; Ogden, Minton, Pain, 2006). L’intersoggettività, la psychological mindedness, e l’elaborazione degli aspetti emotivi e psicosomatici rappresentano gli elementi costitutivi dei processi mentalizzanti che devono intervenire nel setting a favore di nuove funzioni psichiche che permettono ad un tempo di identificare le emozioni e di comprenderle, di concepire le azioni proprie e altrui in termini di stati mentali, e di trovare un giusto equilibrio fra emozione, elaborazione e azione.

Il transfert dunque viene considerato nel modello dell’IIPP un’esperienza relazionale in cui i sentimenti, le fantasie, gli impulsi e i desideri delle relazioni d’oggetto interiorizzate e proiettate sul terapeuta, trovano nel setting la possibilità di poter essere rivissuti e condivisi in nuovi significati e in un contesto psicoterapeutico che è al contempo di integrazione e di crescita. Il modello IIPP valorizza, inoltre, l’importanza dell’utilizzo terapeutico dei vissuti e dei processi controtransferali del terapeuta all’interno di un setting interpersonale, in cui le sue risposte emotive nei confronti del paziente vengono integrate in una forma di interpretazione che è mutativa in quanto avviene in un campo relazionale, simbolico e bipersonale.

Lo scenario psicoterapeutico fin qui descritto evidenzia quindi la costante attenzione che il modello dell’IIPP ripone alle variabili relazionali all’interno del trattamento psicoterapeutico. Gli elementi del transfert e del controtransfert, in quest’ottica, partecipano sinergicamente alla costituzione di quel terzo analitico intersoggettivo (Ogden T.H., 1997), ovvero di quel campo mentale in cui elementi psichici di entrambi i partecipanti contribuiscono alla creazione di un’esperienza umana in cui trovano spazio emozioni, fantasie, pensieri e comportamenti che per quanto dolorosi possono essere condivisi. L’intervento terapeutico mira, pertanto, a incoraggiare il paziente a riconoscere e a esplorare i propri vissuti e i propri stati mentali, accompagnandolo nel compito di trovare nuovi significati al riguardo del suo modo di essere, alle sue percezioni e ai suoi sentimenti proprio in virtù dell’esperienza che lo stesso paziente scopre di sé e della relazione, all’interno del setting psicoterapeutico.